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Pazienti con cefalee

Spesso alcuni pazienti non hanno la consapevolezza del problema cefalea e della disabilità ad essa associata.

Per favorire la presa di coscienza è utile il questionario ID MIGRAINE (Lipton et Al., 2003; Brighina et Al., 2007), che richiede ai pazienti di rispondere a queste tre domande?

  • Negli ultimi 3 mesi il mal di testa ha limitato, per almeno un giorno,la sua capacità di lavorare o studiare o fare quello che deve fare?
  • Ha nausea o conati di vomito quando ha mal di testa? 
  • Quando ha mal di testa le ha dato fastidio la luce? (molto di più di quando non ha mal di testa) 

Se si risponde “SI” ad almeno due delle domande è molto probabile che si soffra di emicrania.

Per valutare l’impatto della cefalea sulla propria vita sono utili i questionari, che possono essere compilati cliccando sul testo in blu:

Un altro strumento fondamentale per valutare l’andamento della cefalea nel tempo e la risposta alla terapia è il diario, che può essere: 

 

L'impatto dello stile di vita sulle cefalee chiudi dettagli apri dettagli

Lo stile di vita ha un impatto rilevante sulla cefalea ed è fondamentale regolarizzare le abitudini di vita.

  • Alimentazione: il cervello utilizza quasi esclusivamente il glucosio come fonte di energia (non è in grado, a differenza di altri organi, di utilizzare i grassi o le proteine). Il glicogeno è una molecola di deposito del glucosio, ma le riserve di glicogeno nel fegato si esauriscono (a digiuno, a riposo) in 12-24 ore.
    È quindi necessario evitare il digiuno prolungato (mangiare tre volte al giorno, se possibile fare uno spuntino a metà mattina e a metà pomeriggio); è inoltre necessaria un’alimentazione sana e varia, con alimenti freschi, poco o minimamente processati, varia, con basso contenuto di zuccheri semplici. Tra le fake news su alimentazione e emicrania, la più comune è quella che afferma che il cioccolato causa sempre l'emicrania.
    Non vi sono studi scientifici conclusivi e il fattore confondente è probabilmente rappresentato dal fatto che il cioccolato viene spesso consumato durante le fasi prodromiche dell’emicrania, cioè quando il processo dell’emicrania è già iniziato e quando la persona ha un desiderio di zuccheri a scopo di “automedicazione”. I test per le intolleranze alimentari non si sono dimostrati utili. Il rapporto della cefalea con alcuni alimenti è molto soggettivo e varia da paziente a paziente.
     
  • Idratazione: il corpo umano adulto è composto mediamente per circa il 60% da acqua, ma il cervello arriva a una percentuale di acqua tra il 75% e l'85%. Anche una lieve disidratazione può alterare l'equilibrio biochimico del cervello e favorire l’insorgenza della cefalea ed è pertanto necessario bere 1,5-2 lt di acqua al dì.
     
  • Sonno: il cervello della persona con cefalea (soprattutto emicrania e, ancor di più, cefalea a grappolo) esige il rispetto dei ritmi circadiani e la regolare alternanza sonno-veglia. La mancanza di sonno (meno di 6 ore) o l'eccesso di sonno (oltre 8-8,5 ore) possono favorire l’insorgenza della cefalea. E’ necessario rispettare la fascia oraria di sonno dalle ore 22-24 fino alle 6-8 del mattino.
  • L'attività fisica, soprattutto di tipo aerobico (camminata, nuoto, bicicletta, a intensità moderata, evitando sforzi intensi e repentini) migliora l’ossigenazione cerebrale, riduce i livelli di infiammazione, favorisce il rilascio di endorfine, regolarizza il sonno, riduce i livelli di stress e può quindi ridurre la frequenza e intensità della cefalea.
     
  • Ridurre i livelli di stress. È un’impresa difficilissima, ma lo yoga o la meditazione consapevole (mindfulness) possono essere di grande aiuto.
     
  • Evitare alcune cattive abitudini, come fumo, assunzione eccessiva di alcolici, consumo di sostanze stupefacenti. Si può bere il caffè ma senza superare 4 caffè al giorno e non consumarlo oltre le 4 del pomeriggio.
Le associazioni di pazienti chiudi dettagli apri dettagli

Le associazioni di pazienti con cefalea sono fondamentali per superare la solitudine e l’isolamento, forniscono informazioni pratiche sui centri di cura, sui diritti esigibili e dialogano con le istituzioni politiche e sanitarie per migliorare le terapie e la qualità di vita delle persone con cefalea.

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