Tipi di cefalee
L’International Headache Society (IHS) ha catalogato le cefalee in primarie e secondarie nel documento International Classification of Headache Disorders 3 (ICHD-3).
Le più comuni cefalee primarie, trattabili con terapie specifiche, classificate nel primo grado dell’ICHD-3 sono:
- emicrania;
- cefalea di tipo tensivo;
- cefalea a grappolo.
Di seguito ne vengono riportate le caratteristiche (e i criteri diagnostici).
Emicrania senza aura (ICHD-3)
- (A) Almeno cinque attacchi che soddisfino i criteri B-D
- (B) Attacchi di cefalea della durata di 4-72 ore (non trattati o trattati in modo inefficace)
- (C) La cefalea presenta almeno due delle seguenti quattro caratteristiche:
localizzazione unilaterale
carattere pulsante
intensità del dolore moderata o grave
aggravamento dovuto a, o che comporta l'evitamento di attività fisica abituale (es. camminare o salire le scale) - (D) Durante la cefalea, almeno uno dei seguenti sintomi:
nausea e/o vomito
fotofobia e fonofobia - (E) Non meglio attribuibile a un'altra diagnosi ICHD-3.
Emicrania con aura (ICHD-3)
- (A) Almeno due attacchi che soddisfino i criteri B e C
- (B) Uno o più dei seguenti sintomi di aura completamente reversibili:
visivi
sensitivi
relativi alla parola e/o al linguaggio
motori
del tronco encefalico
retinici - (C) Almeno tre delle seguenti sei caratteristiche:
almeno un sintomo dell'aura si diffonde gradualmente in un arco di tempo ≥5 minuti
due o più sintomi dell'aura si manifestano in successione
ogni singolo sintomo dell'aura ha una durata compresa tra 5 e 60 minuti
almeno un sintomo dell'aura è unilaterale
almeno un sintomo dell'aura è positivo
l'aura è accompagnata, o seguita entro 60 minuti, da cefalea - (D) Non meglio attribuibile a un'altra diagnosi ICHD-3.
Cefalea di tipo tensivo episodica (ICHD-3)
- (A) Almeno 10 episodi di cefalea che si verificano in media <1 giorno/mese (<12 giorni/anno) e che soddisfano i criteri B-D
- (B) Durata da 30 minuti a 7 giorni
- (C) Almeno due delle seguenti quattro caratteristiche:
localizzazione bilaterale
carattere gravativo o costrittivo (non pulsante)
intensità lieve o moderata
non aggravata dall'attività fisica abituale, come camminare o salire le scale - (D) Entrambe le seguenti condizioni:
assenza di nausea o vomito
presenza di non più di uno tra fotofobia e fonofobia - (E) Non meglio attribuibile a un'altra diagnosi ICHD-3.
Cefalea a grappolo (ICHD-3)
- (A) Almeno cinque attacchi che soddisfino i criteri B-D
- (B) Dolore unilaterale di intensità grave o molto grave, a localizzazione orbitaria, sovraorbitaria e/o temporale, della durata di 15-180 minuti (se non trattato)
- (C) Presenza di uno o entrambi i seguenti elementi:
1 almeno uno dei seguenti sintomi o segni, omolaterale alla cefalea:
– iperemia congiuntivale e/o lacrimazione
– congestione nasale e/o rinorrea
– edema palpebrale
– sudorazione della fronte e del volto
– miosi e/o ptosi
2 senso di irrequietezza o agitazione - (D) Frequenza compresa tra un attacco a giorni alterni e 8 attacchi al giorno
- (E) Non meglio attribuibile a un'altra diagnosi ICHD-3.
Cefalee secondarie (in allestimento)
La prima valutazione di una persona con cefalea consiste nell’esclusione di una causa organica di cui la cefalea è sintomo (cefalea secondaria), in assenza di tali cause la cefalea, a seconda delle sue caratteristiche, viene definita tra le varie forme di cefalea primaria.
Sebbene nella maggioranza dei casi venga diagnosticata una cefalea primaria, è necessario considerare che in una percentuale rilevante di casi, che varia dal 13 al 25% in studi retrospettivi italiani (De Carli et Al, 1998, Cerbo et Al, 2005), la cefalea è secondaria ad una patologia grave come l’emorragia subaracnoidea, le infezioni del sistema nervoso centrale, le neoplasie.
È necessario individuare tempestivamente le cause di cefalea che necessitano di un rapido e appropriato trattamento.
Nel dubbio di una cefalea secondaria, è utile consultare la lista SNNOOP (acronimo mnemonico) di segnali di allarme o bandierine rosse (Do et Al, 2019).
- S – Sintomi Sistemici (febbre, perdita di peso) o fattori di rischio secondari (HIV, cancro).
- N – Anamnesi di Neoplasia.
- N – Deficit o disfunzioni Neurologiche (stato confusionale, alterazione della coscienza).
- O – Esordio (Onset) improvviso o brusco (cefalea "rombo di tuono" o “fulmine a ciel sereno”).
- O – Età avanzata (esordio - Onset dopo i 50 o 65 anni).
- P – Variazione delle caratteristiche (Pattern) o esordio recente.
- P – Cefalea influenzata dalla postura (Posizionale).
- P – Precipitata da starnuti, tosse o sforzo fisico.
- P – Edema della papilla ottica (Papilledema).
- P – Cefalea Progressiva o presentazione atipica.
- P – Gravidanza o Puerperio.
- P – Dolore (Pain) oculare associato a sintomi autonomici.
- P – Esordio Post-traumatico.
- P – Patologia del sistema immunitario (es. HIV/AIDS).
- P – Abuso di analgesici (Painkiller) o assunzione di nuovi farmaci all'esordio.
Nei Pronto Soccorso degli Ospedali San Filippo Neri e Santo Spirito è stato adottato l’algoritmo diagnostico DIACEF (Cortelli et Al, 2004, Grimaldi et Al, 2009) in modo da standardizzare la gestione in emergenza-urgenza del paziente con cefalea e ridurre la possibilità di errore.
L’algoritmo è strutturato in quattro scenari clinici nei quali collocare, in base a i dati anamnestici e clinici, qualsiasi paziente che si presenta in Pronto Soccorso per una cefalea non traumatica.
I quattro scenari corrispondono alle situazioni comunemente riscontrate nella pratica clinica e indirizzano alle procedure diagnostiche più appropriate per ciascuna situazione specifica in base alle evidenze scientifiche disponibili.
| SCENARIO 1 |
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| SCENARIO 2 |
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| SCENARIO 3 |
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| SCENARIO 4 |
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Gli scenari 1, 2 e 3 sono indicativi di gravi cefalee secondarie:
- scenario 1: emorragia subaracnoidea (e altre cause di cefalea “a rombo di tuono”, vedi tabella 3 2)
- scenario 2: infezioni del sistema nervoso centrale o infezioni sistemiche,
- scenario 3: neoplasie o arterite temporale.
Lo scenario 4 è indicativo di cefalee primarie.
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