Osteoporosi
L'osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro, caratterizzata da una ridotta massa ossea e da un maggior deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo.
L'osso è un tessuto vivo e grazie all'azione degli osteoblasti e degli osteoclasti, è in continua evoluzione. L'osteoporosi diventa una malattia quando si verifica una frattura in seguito a traumi di modesta entità. Le fratture più comuni sono quella del collo del femore, del polso e delle vertebre.
Con l'invecchiamento una lenta perdita di minerali dall'osso è normale, o meglio fa parte delle numerose modificazioni del nostro organismo. Se questa perdita è eccessiva e la massa ossea scende al disotto di determinati livelli, allora si può arrivare all'osteoporosi.
Un momento critico per le donne arriva con la menopausa, tanto più se precoce o chirurgica. Se consideriamo che le donne hanno in partenza una massa ossea minore rispetto agli uomini, aggiungiamo gli effetti della menopausa e la maggior durata della vita, ecco la prima spiegazione del perché l'osteoporosi colpisce soprattutto le donne: 1 donna su 4 contro 1 uomo su 10.
Si suddividono in:
- osteoporosi idiopatica (la forma più rara)
- osteoporosi di tipo I o post-menopausale (dovuta alla caduta della produzione ormonale)
- osteoporosi di tipo II o senile (dovuta a varie cause, tra cui immobilizzazione, ridotto apporto di somatotropina, testosterone, calcio, magnesio, vitamina D, vitamina K e altri importanti micronutrienti, ridotta funzione dell'enzima 1a-idrossilasi che produce l'ormone attivo della vitamina D (il calcitriolo).
Si manifestano principalmente nell'osso trabecolare, che è soggetto al maggior numero di fratture.
Le osteoporosi secondarie sono un gruppo ricco di varianti, ma costituiscono solo il 5% delle osteoporosi.
Le principali sono classificabili come causate da:
- iperparatiroidismo
- utilizzo di farmaci osteopenizzanti, come cortisonici (es.prednisone, betametasone, metilprednisolone, cortisonici inalatori es. beclometasone, fluticasone, flunisolide), antiepilettici (fenitoina, barbiturici, acido valproico), eparine, anticoagulanti orali (es. warfarin, acenocumarolo), diuretici dell'ansa (es. furosemide) e alcuni farmaci contro l'HIV
- basso peso corporeo
- immobilizzazione protratta
- ipersurrenalismo (sindrome di Cushing)
- ipercalciuria
- BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva)
- artrite reumatoide
- sarcoidosi
- celiachia
- neoplasie maligne
- ridotto assorbimento intestinale di nutrienti e vitamina D
- ipogonadismo
- malattia di Crohn
- drepanocitosi (anemia falciforme)
- emocromatosi ereditaria.
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