Cefalee
Le cefalee
Gli studi Global Burden of Diseases hanno dimostrato che le cefalee, e specialmente l’emicrania, sono tra le condizioni più diffuse e più disabilitanti al mondo (GBD Study, 2016, 2023).
Circa tre miliardi di persone soffrono di cefalea: in termini di prevalenza, la cefalea di tipo tensivo è risultata la terza patologia al mondo (dopo la carie dentaria e l’infezione tubercolare latente) mentre l’emicrania si colloca al sesto posto.
La prevalenza globale della cefalea di tipo tensivo è risultata 26.1% (30.8% nelle donne e 21.4% negli uomini).
La prevalenza globale dell’emicrania è risultata 14.4% (18.9% nelle donne e 9.8% negli uomini).
Riguardo alle cause specifiche di disabilità, l’emicrania si colloca al secondo posto nel mondo (ma è al primo posto nella fascia di età 20-50 anni) ed è tra le prime dieci patologie per anni di vita vissuti con disabilità.
Si ritiene che per ogni milione di persone residenti in Europa vi siano 120.000 adulti e 15000 bambini che hanno “bisogni” a causa della cefalea, ovvero possono trarre beneficio da interventi sanitari specifici (Steiner et Al, 2011).
Le cefalee comportano costi diretti (farmaci, esami strumentali, visite ambulatoriali, ricoveri ospedalieri) e, soprattutto, costi indiretti (ridotta produttività e/o perdita di giorni di lavoro). Nell’Unione Europea i costi totali annuali per le cefalee sono stimati tra 112 e 173 miliardi di euro (Linde et Al, 2012). I costi medi annuali per persona sono di €1222 per l’emicrania (costi indiretti 93%), € 303 per la cefalea di tipo tensivo (costi indiretti 92%). Merita una citazione a parte la Medication Overuse Headache (MOH): si tratta di una cefalea secondaria altamente disabilitante, caratterizzata da cefalea per almeno 15 giorni al mese, con uso eccessivo di antiemicranici e analgesici; ha una prevalenza dell’1-2% e ha costi triplicati rispetto a quelli dell’emicrania (€ 3561; costi indiretti 92%).
Oltre ai costi economici diretti e indiretti la cefalea comporta costi intangibili, di natura psichica e sociale, a causa dell’impatto emotivo della malattia sulla persona e sui suoi familiari.
Le cefalee costituiscono un grave problema di salute pubblica che coinvolge entrambi i sessi e tutte le fasce di età, ma soprattutto i giovani e le donne tra i 15 e i 49 anni, con enormi perdite economiche e immediate implicazioni di politica sanitaria. Il miglioramento della gestione dei pazienti con cefalee è indispensabile per contenere una causa estremamente rilevante di disabilità nelle fasce più attive della popolazione ed è economicamente vantaggioso in quanto è in grado di ridurre perdite di produttività lavorativa e contenere la spesa sanitaria. La riduzione della disabilità e l’incremento di produttività possono ampiamente ripagare gli investimenti sull’ottimizzazione della gestione delle cefalee.
L’organizzazione dei servizi sanitari per la cefalea deve garantirne efficacia e efficienza nonché accessibilità.
Le azioni della ASL Roma 1 per i pazienti con cefalee
La ASL Roma 1 ha elaborato un percorso assistenziale integrato tra territorio e ospedale per la gestione della cefalea, il PDTA cefalee nella Regione Lazio, nell’intento di migliorare l’offerta sanitaria e rendere più appropriata la terapia farmacologica e l’eventuale indicazione al ricovero ospedaliero.
È possibile consultarlo cliccando sul seguente link:
Link al PDTA per pazienti con cefalee
La Legge 81 del 14 luglio 2020 ha riconosciuto la cefalea primaria cronica come malattia sociale e ha promosso “progetti finalizzati a sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone affette da cefalea”.
Il Decreto del Ministero della Salute del 23 marzo 2023 ha definito le «Linee di indirizzo per la realizzazione dei progetti regionali finalizzati a sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone affette da cefalea primaria cronica».
In attuazione di tale decreto la Regione Lazio ha elaborato, con il contributo degli esperti della ASL Roma 1, la Determinazione 18 febbraio 2025 - Piano di rete per la gestione della cefalea primaria cronica.
Il percorso assistenziale per le cefalee della ASL Roma è stato recentemente revisionato per renderlo aderente alle indicazioni della Regione Lazio, in linea con il piano di rete regionale.
Lo stile di vita ha un impatto molto rilevante sulla cefalea. La corretta gestione della terapia farmacologica è fondamentale per evitare la condizione estremamente disabilitante di Medication Overuse Headache (MOH), associata all’assunzione inappropriata di farmaci. Pertanto L’informazione e l’educazione hanno un ruolo centrale al fine di migliorare la qualità della vita delle persone con cefalea.
L’attività di formazione e aggiornamento di tutti i soggetti coinvolti nella gestione delle cefalee (medici, infermieri, farmacisti) è prioritaria per il funzionamento dei percorsi di cura e per garantire e mantenere elevati standard assistenziali.
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