Antibiotico resistenza in ambito umano bozza
Sul tema dell'antibiotico resistenza in ambito umano, l'approccio della ASL Roma 1 si basa in prima battuta su un sistema di sorveglianza articolato e capillare.
L'azienda ha elaborato un piano di sorveglianza delle infezioni correlate all'assistenza (ICA), con l'obiettivo di coinvolgere tutte le strutture afferenti.
A questo si affiancano sorveglianze più specifiche, come quella sulle infezioni del sito chirurgico o sull'uso di antibiotici negli ospedali per acuti. Per questi ultimi sono stati elaborati documenti di indirizzo per gli interventi di stewardship a livello ospedaliero e territoriale, oltre alla produzione di report annuali sull’inappropriatezza prescrittiva.
Particolare attenzione viene data anche alla gestione dei cosiddetti "microrganismi alert", cioè i patogeni sentinella (MRSA, VRE, CRE, Candidozyma Auris e altri) per i quali l'azienda ha definito delle procedure interne, e sul monitoraggio della compliance alla buona pratica dell’igiene delle mani (secondo la metodologia OMS dei "5 momenti”), attraverso osservatori dedicati, e analisi del consumo del gel idroalcolico.
Infine la sorveglianza sugli eventi epidemici che si verificano all'interno delle strutture sanitarie e sociosanitarie.
Tutto questo è supportato da una piattaforma tecnologica, che immagazzina ed elabora grandi quantità di dati su ICA e AMR, e da un Antimicrobial Stewardship Team multidisciplinare che affianca i clinici nella scelta, dose e durata delle terapie antinfettive. Il Team propone annualmente anche eventi formativi rivolti al personale ospedaliero e territoriale su ICA, AMR e uso corretto degli antibiotici, oltre alla partecipazione alle campagne di comunicazione nazionali e internazionali sul tema.
Il Global Antibiotic Resistance Surveillance Report 2025 dell'OMS fornisce alcune delle stime più aggiornate a livello globale:
- Il rapporto si basa su oltre 23 milioni di casi batteriologicamente confermati di infezioni ematiche, del tratto urinario, gastrointestinali e di gonorrea urogenitale, con dati riportati da 104 Paesi nel 2023 e da 110 Paesi nel periodo 2016-2023;
- Nel 2023 un'infezione su sei tra quelle confermate in laboratorio era resistente agli antibiotici e tra il 2018 e il 2023 più del 40% degli antibiotici più comuni stava perdendo efficacia contro le infezioni del tratto urinario, del sangue, dell'intestino o sessualmente trasmissibili, con un incremento della diffusione fino al 15% annuo;
- Il fenomeno è particolarmente critico nelle regioni del Sud-Est asiatico e del Mediterraneo orientale, dove circa un'infezione su tre non risponde più ai trattamenti standard, mentre in Africa la quota raggiunge circa una su cinque;
- La partecipazione dei Paesi al sistema di sorveglianza dell’OMS è quadruplicata dal 2016 a oggi, ma restano ampie lacune nella copertura dei dati;
- Guardando alle proiezioni di lungo periodo, alcune stime diffuse a inizio 2026 indicano che tra il 2025 e il 2050 circa 39 milioni di decessi nel mondo potrebbero essere direttamente attribuibili alla resistenza batterica agli antimicrobici, con un impatto sproporzionato sui bambini nei Paesi a basso e medio reddito.
Il rapporto annuale ECDC Antimicrobial Resistance in the EU/EEA (EARS-Net) 2025, relativo ai dati 2024 per l’Europa, evidenzia che:
- L'AMR è responsabile di oltre 35.000 decessi ogni anno nell'UE, con costi sanitari stimati in miliardi di euro;
- L'incidenza delle infezioni del sangue da Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi è aumentata del 61% tra il 2019 e il 2024, mentre quella da Escherichia coli resistente alle cefalosporine di terza generazione è cresciuta del 5,9% nello stesso periodo;
- Un segnale positivo riguarda lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA): nel 2024 l'incidenza stimata di infezioni del sangue da MRSA nell'UE era di 4,48 casi ogni 100.000 abitanti, il 20,4% in meno rispetto al 2019, valore già in linea con l'obiettivo europeo fissato per il 2030;
- Livelli di resistenza più elevati continuano a essere segnalati nei Paesi dell'Europa meridionale, centrale e orientale;
- Sul fronte del consumo, nel 2024 il consumo medio ponderato di antibiotici per uso sistemico nell'UE era di 20,3 dosi definite giornaliere (DDD) ogni 1.000 abitanti al giorno, superiore all'obiettivo 2030 di 15,9 DDD.
In Italia la sorveglianza è coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) attraverso il sistema AR-ISS, aggiornato con un nuovo protocollo entrato in vigore nel febbraio 2026, in linea con il Piano Nazionale di Contrasto all'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) e con la sorveglianza europea EARS-Net.
Secondo i dati relativi al 2023 diffusi insieme al report OMS:
- l'Italia ha registrato quasi 54.000 infezioni del flusso sanguigno nel 2023 (53.987 casi), collocandosi tra i Paesi europei con il più alto numero assoluto di casi segnalati, con Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae tra i patogeni più diffusi
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