One Health e Antibiotico-Resistenza
One Health (“Una sola salute”) è un approccio integrato che riconosce l'interdipendenza tra salute umana, salute animale e salute degli ecosistemi, promuovendo la collaborazione tra settori e discipline diverse per affrontare i rischi sanitari che nascono alla loro interfaccia.
Il modello è sostenuto congiuntamente dalla collaborazione "Quadripartita" formata da OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura), OMSA/WOAH (Organizzazione Mondiale per la Salute Animale) e UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente).
Nel 2024 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una dichiarazione politica sulla resistenza antimicrobica (AMR) che indica esplicitamente One Health come cornice strategica di riferimento per contrastare l'AMR a livello globale.
In ambito europeo, EFSA ed ECDC (European Center for Disease Control) pubblicano report congiunti che integrano i dati di resistenza antimicrobica rilevati nell'uomo, negli animali e negli alimenti, applicando concretamente questa visione alla sorveglianza sanitaria.
In Italia, il Piano Nazionale di Contrasto dell'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) del Ministero della Salute è dichiaratamente coerente con la visione One Health e con gli obiettivi dei piani d'azione di OMS e Unione Europea.
L'Istituto Superiore di Sanità coordina la sorveglianza nazionale AR-ISS seguendo gli stessi principi, in raccordo con la rete europea EARS-Net. Questo approccio integrato è considerato oggi imprescindibile per affrontare fenomeni globali come le zoonosi, l'AMR e i rischi ambientali connessi alla salute pubblica.
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana attraverso il proprio Centro di Referenza Nazionale per l’Antibioticoresistenza (CRN-AR) e il National Reference Laboratory for Antimicrobial Resistance (NRL-AR) coordina, a vantaggio della Sanità Animale e della Sanità Pubblica Veterinaria, in una prospettiva di one health, il “Piano di monitoraggio armonizzato sulla resistenza agli antimicrobici dei batteri zoonosici e commensali, negli animali da reddito e nelle carni” in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, secondo quanto richiesto dalla Decisione 2020/1729/EU.
Lo scopo è quello di individuare l’emergenza e la diffusione di resistenze (e multiresistenze) di particolare rilevanza in determinate categorie di batteri di origine animale (patogeni animali, zoonosici ed indicatori), ottenere dati sulla prevalenza di resistenze negli agenti batterici oggetto del Piano e di comunicare le informazioni annualmente all’European Food Safety Authority (EFSA).
Dato che l'uso improprio di antibiotici in zootecnia, agricoltura e acquacoltura contribuisce in modo sostanziale alla selezione di ceppi resistenti, un intervento efficace richiede regole condivise su uso responsabile degli antimicrobici, biosicurezza negli allevamenti, gestione dei reflui e monitoraggio ambientale, oltre alle misure classiche di prevenzione delle infezioni e di stewardship antibiotica in ambito ospedaliero.
L’approccio One Health sposta l'attenzione dalla sola risposta clinica all'infezione già in atto verso la prevenzione a monte, agendo sui fattori che favoriscono la comparsa e la diffusione della resistenza in tutti gli ambienti in cui essa può originarsi.
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