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Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA)

I “Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali” (“PDTA”) sono percorsi di assistenza integrata che prevedono la partecipazione di diversi specialisti e professionisti, costruiti sulla base di linee guida nazionali e internazionali, per la presa in carico globale e la cura di pazienti con una specifica malattia, definendo la migliore sequenza temporale delle attività di diagnosi, trattamento e assistenza.

A chi sono rivolti

Sono rivolti in maniera speciale a determinate categorie di pazienti affetti da patologie croniche e/o complesse che necessitano di molteplici prestazioni mirate e tra loro connesse (di diagnosi, di trattamento, di controllo/follow up e di riabilitazione); di assistenza continuativa, atta a garantire la successione degli interventi clinici secondo un iter che può articolarsi e svolgersi anche in contesti e luoghi di cura differenti (dall’ospedale al territorio).

A cosa servono i PDTA

Il PDTA intende garantire la continuità assistenziale in tutte le fasi del processo diagnostico e terapeutico e coinvolge tutti i servizi e i setting assistenziali che concorrono alla presa in carico del paziente e il supporto a familiari e caregivers. In quanto sistemi integrati di servizi e prestazioni erogati da team multidisciplinari operanti nei diversi ambiti organizzativi (realtà ospedaliera e territoriale), i PDTA mirano ad assicurare l’integrazione delle procedure e dei piani assistenziali. In questo modo si realizza una presa in carico completa attraverso l’implementazione di percorsi intra ospedalieri, inter-ospedalieri e ospedale-territorio, garantendo che ciascun bisogno assistenziale venga soddisfatto nel setting più idoneo.

Miglioramento dell'assistenza

Il PDTA garantisce al paziente cronico non solo il corretto trattamento della patologia ma anche, per quanto possibile, il miglioramento del suo stato funzionale e la prevenzione delle ricadute, con positive ripercussioni sul benessere e la qualità della vita, migliorando gli esiti e promuovendo la sicurezza del paziente. Il sistema integrato di cure assicurato dal team multidisciplinare consente di garantire a ciascun paziente:

  1. la globalità degli interventi specifici per la patologia riscontrata;
  2. l’appropriatezza delle prestazioni erogate;
  3. la continuità delle cure nei diversi setting assistenziali ospedalieri e territoriali;
  4. la riduzione della variabilità nel trattamento tra diversi soggetti affetti dalla medesima patologia;
  5. l’incremento della qualità dell’assistenza erogata;
  6. il supporto a familiari e caregivers.

 

PDTA per la presa in carico del paziente con Demenza chiudi dettagli apri dettagli

Le Demenze rappresentano un insieme di patologie caratterizzate dalla presenza di deficit cognitivi e conseguenti alterazioni funzionali, spesso associati a disturbi comportamentali (Behavioural and Psychological Symptoms in Dementia-BPSD) progressivamente evolutivi con perdita dell’autonomia (IADL) fino alla perdita dell’autosufficienza (ADL).

La prevalenza delle demenze è in crescente aumento nella popolazione generale tanto che il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’Alzheimer Disease International (ADI) del 20122 l’ha definita una priorità mondiale per le agende nazionali di salute pubblica.

Attraverso l’applicazione del PDTA Demenze ci si prefigge di promuovere la diagnosi tempestiva della malattia, fornire alla persona malata e ai suoi familiari punti di riferimento sicuri e qualificati, creare una rete tra servizi per ricomporre la frammentazione degli interventi affinché gli attori lavorino in sinergia e favorire la massima condivisione delle conoscenze.

PDTA per la presa in carico del paziente con Diabete Tipo 2 chiudi dettagli apri dettagli

Scopo del Percorso diagnostico-terapeutico assistenziale per la presa in carico del paziente con Diabete Tipo 2 è assicurare un’assistenza più appropriata, efficace e sostenibile alle persone con diabete. Esso comprende tre profili di cure distinti in base alle caratteristiche della popolazione oggetto dell’intervento, valutata secondo il modello per intensità e complessità di cura previsto dal Chronic Care Model.

PDTA per la gestione delle coppie infertili e la prevenzione della denatalità chiudi dettagli apri dettagli

L'infertilità è un problema significativo nella medicina della riproduzione, che coinvolge profondamente l’aspetto emotivo, psicologico e sociale delle coppie. Colpisce circa il 15-20% delle coppie in età fertile ed è diventata una questione importante per la salute pubblica, influenzando il tasso di natalità, l’invecchiamento della popolazione e la sostenibilità del sistema sanitario. Il Percorso Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PDTA) per l’infertilità è un percorso integrato che comprende diagnosi, trattamenti e supporto psicologico, con l’obiettivo di aumentare le possibilità di concepimento e migliorare la qualità della vita delle coppie. Questo approccio mira a offrire un’assistenza di qualità, standardizzata, tempestiva ed equa.

PDTA per la presa in carico del paziente con maculopatia - tempo dipendente chiudi dettagli apri dettagli

La degenerazione maculare legata all’età (AMD) è la principale causa di grave perdita della vista e cecità legale nelle persone over 65 nei paesi occidentali. È una malattia cronica, degenerativa e progressiva che colpisce la macula, la parte centrale della retina responsabile della visione nitida. L’AMD ha un forte impatto sociale e sanitario ed è in crescita a causa dell’invecchiamento della popolazione, con 196 milioni di casi stimati nel 2020 e una previsione di 288 milioni entro il 2040, soprattutto in Asia. In Italia colpisce circa il 2% della popolazione, con oltre un milione di persone e circa 63mila nuovi casi ogni anno.
Il Percorso Diagnostico-Terapeutico Assistenziale per la presa in carico del paziente con maculopatia - tempo dipendente, mira a garantire una presa in carico efficace e integrata del paziente, ottimizzando i processi assistenziali, riducendo i tempi di attesa e migliorando la comunicazione con i pazienti. Il percorso favorisce l’adozione di nuove procedure diagnostico-terapeutiche e assicura la formazione continua del personale medico e infermieristico della ASL Roma 1. Inoltre, promuove la prevenzione e la sensibilizzazione tramite programmi di screening, garantendo un tempestivo intervento per evitare accessi impropri al pronto soccorso.

PDTA per la presa in carico del paziente con malattia ematologica (PDTA ME) chiudi dettagli apri dettagli

Il Percorso diagnostico-terapeutico assistenziale per la presa in carico del paziente con malattia ematologica (ME) garantisce la continuità assistenziale in tutte le fasi del processo diagnostico e della presa in carico per eventuale ME e coinvolge tutti i servizi e i setting assistenziali che concorrono alla presa in carico del paziente e della sua famiglia, in particolare i Medici di Medicina Generale/Distretti, le Associazioni di pazienti e familiari e le strutture ospedaliere.

PDTA per la presa in carico del paziente con Nodulo Tiroideo chiudi dettagli apri dettagli

I noduli tiroidei sono comuni, con prevalenza maggiore nelle donne e negli anziani. La loro rilevanza clinica risiede nella necessità di escludere il carcinoma tiroideo, presente nel 5-15% dei casi, e di gestire eventuali sintomi. La maggior parte dei noduli (90-95%) è benigna, spesso iperplastica o adenomatosa, richiedendo trattamento solo in casi selezionati. Le opzioni terapeutiche includono chirurgia, trattamenti radiometabolici e tecniche percutanee mininvasive per i noduli benigni. Una corretta selezione dei pazienti e un follow-up regolare sono fondamentali per ridurre costi e interventi non necessari.

Scopo del PDTA è garantire la presa incarico del Paziente e l'inserimento in un percorso integrato che vede coinvolti, nel rispetto delle specifiche competenze, più professionisti della ASL Roma 1 (Endocrinologo, Medico Radiologo, Anatomopatologo, Chirurgo Generale, Otorinolaringoiatra) dalla diagnosi al trattamento e al follow-up.

PDTA per la presa in carico del paziente con Scompenso Cardiaco chiudi dettagli apri dettagli

Nel documento vengono indicati i nodi della rete cardiologica ospedaliera e territoriale, le modalità di accesso del paziente con scompenso cardiaco alla rete e i ruoli dei singoli professionisti territoriali e ospedalieri, nonché delle strutture riabilitative.

Il modello favorisce una assistenza qualificata durante l'intero decorso della malattia e il superamento della frammentarietà dell'erogazione di singole prestazioni, ricostituendo l'unitarietà delle cure.

PDTA per la presa in carico del paziente con tumore del colon retto chiudi dettagli apri dettagli

Scopo del Percorso diagnostico-terapeutico assistenziale per la presa in carico del paziente con tumore del colon retto è uniformare l'offerta e i servizi in tutte le strutture e i centri aziendali coinvolti nel percorso di screening, diagnosi e terapia dei pazienti affetti da neoplasia del colon e del retto, favorendo al tempo stesso il miglioramento degli standard offerti e l’acquisizione di nuove skills da parte degli operatori coinvolti.

La gestione della patologia tumorale del colon retto richiede il contributo di professionisti di più discipline mediche e sanitarie che collaborano per la diagnosi, la terapia e l'assistenza del paziente.

PDTA per la presa in carico della paziente affetta da tumore della mammella chiudi dettagli apri dettagli

Il tumore della mammella è il più frequente tra i tumori che colpiscono le donne. Per questo tipo di malattia sono oggi disponibili cure molto efficaci, con una sopravvivenza dopo 5 anni dalla diagnosi dell’87% in Italia, un valore che sale quasi al 100% in caso di diagnosi precoce attraverso lo screening. 

Il PDTA per la presa in carico della paziente affetta da tumore della mammella ha scopo di garantire alla paziente un accesso alle cure e una presa in carico chiara ed efficace, garantendo un approccio multidisciplinare, in linea con le più recenti evidenze scientifiche. Il documento fornisce un percorso omogeneo e coerente dall’individuazione del primo sospetto, alla presa in carico, trattamento e follow-up, garantendo anche l’integrazione tra ospedale e territorio.

Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per la presa in carico della paziente affetta da tumore della mammella 

 

 

PDTA per la presa in carico del paziente con Epilessia chiudi dettagli apri dettagli

L’impatto sulla qualità di vita, le possibili drammatiche conseguenze della malattia e delle sue manifestazioni acute, le caratteristiche cliniche ed epidemiologiche impongono la necessità di adottare uno specifico percorso diagnostico-terapeutico per le persone affette da epilessia: circa il 5% della popolazione presenta almeno una crisi epilettica non febbrile nell’arco dell’esistenza, mentre la prevalenza dell’epilessia è dell’ordine di 5–10 casi ogni 1.000 persone; l’incidenza di nuove crisi, comprese le sintomatiche acute, è dell’ordine di 100 casi per 100.000, mentre la frequenza si riduce a 80 casi per 100.000 considerando solo le crisi non provocate, criptogeniche o sintomatiche remote, isolate o ripetute.

Il  PDTA è rivolto alle persone con epilessia con almeno 16 aa di età. Lo scopo è offrire alle persone con epilessia la miglior cura ed una presa in carico da parte degli specialisti della ASL Roma 1. Il paziente con epilessia accederà al percorso o attraverso i DEA del PO San Filippo Neri o del PO Santo Spirito o tramite l’invio ambulatoriale da parte dei medici di medicina generale (MMG) o di altri specialisti.

Percorso diagnostico terapeutico della presa in carico del paziente con Epilessia

PDTA per la gestione del paziente disfagico chiudi dettagli apri dettagli

La disfagia è la diminuzione della capacità di deglutizione che rende difficile la normale progressione del cibo dalla bocca allo stomaco. È’ spesso associata a un ampio numero di condizioni neurologiche come ictus, sclerosi laterale amiotrofica e malattie del motoneurone, malattia di Parkinson e parkinsonismi, demenze, miastenia gravis, sclerosi multipla e traumi cranici. Inoltre, può manifestarsi, anche, in soggetti anziani sani a causa di modificazioni dell’orofaringe dovute all’età o in corso di eventi acuti (es. sepsi, polmoniti, fratture, ecc..) oppure essere secondaria ad alcuni trattamenti farmacologici.

Lo scopo del documento è quello di introdurre nel territorio della ASL Roma 1 un modello di gestione integrata, multiprofessionale e multidisciplinare dedicato al paziente con disfagia oro-faringea attraverso la definizione di un percorso clinico-organizzativo condiviso. 

Gli obiettivi che si intendono perseguire, sono individuare i pazienti a rischio di disfagia e/o disfagici attraverso l’uso di test di screening validati e condivisi; stabilire la causa, il tipo e il grado di disfagia da cui è affetto il paziente attraverso la valutazione multiprofessionale; identificare i soggetti disfagici che necessitino di nutrizione artificiale ed il tipo di nutrizione artificiale più appropriato; identificare i soggetti malnutriti e/o a rischio di malnutrizione per elaborare il piano nutrizionale individuale; elaborare ed attivare il piano riabilitativo personalizzato; ridurre il rischio delle complicanze nutrizionali e respiratorie legate alla disfagia.

 Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per la gesione del paziente disfagico

PDTA per la diagnosi prenatale chiudi dettagli apri dettagli

Il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) per il Centro di Diagnosi Prenatale ha l’obiettivo di garantire presa in carico globale e gestione integrata di tutte le donne in gravidanza, assicurando continuità assistenziale e uniformità di intervento secondo le migliori evidenze e norme vigenti. La gravidanza, pur essendo fisiologica nella maggioranza dei casi, comporta un impegno sanitario significativo ed un’attenta sorveglianza per identificare precocemente eventuali patologie fetali congenite. I difetti congeniti interessano infatti circa il 3-5% dei neonati, con impatto variabile da anomalie minori a malformazioni maggiori che possono influire sulla sopravvivenza e qualità di vita. Tali condizioni rappresentano circa il 25% della natimortalità e il 45% della mortalità perinatale, e riconoscono cause genetiche nel ~25-30% dei casi (aberrazioni cromosomiche o mutazioni geniche), mentre nel restante 70% l’eziologia è multifattoriale o ignota. In questo contesto, il PDTA di diagnosi prenatale è uno strumento di governance clinica che definisce la sequenza ottimale di screening, diagnosi e interventi assistenziali in gravidanza, dal primo contatto nei servizi territoriali fino agli eventuali approfondimenti specialistici.

Percorso diagnostico terapeutico assistenziale per la diagnosi prenatale

PDTA per la gestione delle fratture di collo femore chiudi dettagli apri dettagli

La frattura da fragilità di collo femore nel paziente over 65 anni, rappresenta un problema sanitario rilevante, destinato a crescere, con relativo aumento dei costi correlati, sia per le terapie erogate che per la disabilità che spesso residua dopo questo evento.

L’obiettivo primario è di definire l’approccio alla presa in carico e al trattamento della frattura di collo femore nei pazienti di età ≥ 65 anni, che recepisca le indicazioni delle linee guida di riferimento, tenendo conto della specifica realtà della struttura in cui si opera e consenta al maggior numero di pazienti di essere operati in sicurezza nel più breve tempo possibile e comunque entro le 48 ore dall’accesso in Pronto Soccorso.

Percorso diagnostico terapeutico assistenziale per la gestione delle fratture di collo femore

PDTA del paziente con cefalea chiudi dettagli apri dettagli

Gli studi Global Burden of Diseases hanno dimostrato che le cefalee, e specialmente l’emicrania, sono tra le condizioni più diffuse e più disabilitanti al mondo (GBD Study, 2016). Circa tre miliardi di persone soffrono di cefalea: in termini di prevalenza, la cefalea di tipo tensivo è risultata la terza patologia al mondo (dopo la carie dentaria e l’infezione tubercolare latente) mentre l’emicrania si colloca al sesto posto.

Il PDTA ha lo scopo di definire le modalità per una corretta gestione delle persone adulte affette da cefalea non traumatica. l'obiettivi è di integrare i livelli di assistenza favorendo la collaborazione tra medici di medicina generale (MMG), neurologi (sia di assistenza territoriale che ospedaliera), medici della rete dell’emergenza/urgenza, neuroradiologi, neurochirurghi, terapisti del dolore e gli altri specialisti coinvolti nella gestione della persona con cefalea per l’appropriata presa in carico e per il follow-up; identificare i centri dedicati all’assistenza, distinti per complessità di cura; garantire l’accesso ai livelli superiori di assistenza secondo necessità/complessità del paziente; favorire l’utilizzo degli accessi ospedalieri in regime ambulatoriale mediante ricorso al Pacchetto Ambulatoriale Complesso (PAC); promuovere percorsi formativi per il riconoscimento dei sintomi di allarme e la gestione delle cefalee episodiche più comuni e per la sensibilizzazione rispetto alla diagnosi di forme rare e più complesse di cefalea.

Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale della presa in carico del paziente con cefalea

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