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pubblicata il 21 May 2026

SIGOT e ASL Roma 1 - Anziani fragili, la proposta della comunità dei geriatri per una nuova sanità territoriale che guidi il cittadino fuori dal Pronto Soccorso

 

 Case della Comunità, COT, assistenza domiciliare, telemonitoraggio, ospedali a misura di anziano e RSA devono diventare una rete unica per evitare che la fragilità diventi emergenza. Il punto nella tavola rotonda sul DM77 del 40° Congresso dei geriatri SIGOT

SIGOT e ASL Roma 1 – Anziani fragili, la proposta della comunità dei geriatri per una nuova sanità territoriale che guidi il cittadino fuori dal Pronto Soccorso    

“Il DM77 ha definito una cornice chiara, ma ora il rischio è di avere strutture nuove ma percorsi ancora frammentati. Per l’anziano fragile serve una presa in carico proattiva, continuativa e capace di prevenire il peggioramento prima che arrivi l’acuzie” sottolinea Luca Cipriani, Presidente eletto SIGOT

 

Roma, 21 Maggio- Per molti cittadini il Pronto Soccorso rimane ancora la porta d’ingresso quasi obbligata quando emerge un problema sanitario, anche quando il bisogno potrebbe essere intercettato prima o gestito in modo più appropriato sul territorio. La sfida del DM77 del 2022 è proprio questa: rendere chiaro dove andare, chi prende in carico il paziente e come far dialogare Case della Comunità, medici di famiglia, specialisti, assistenza domiciliare, ospedali, servizi sociali e residenzialità. È il messaggio emerso dalla tavola rotonda “A che punto siamo con l’attuazione del DM77? Quattro domande della SIGOT alla politica e alle aziende”, promossa a Roma nell’ambito del 40° Congresso Nazionale della Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio – SIGOT. Il confronto, moderato dal Presidente eletto SIGOT Luca Cipriani e dal giornalista scientifico Daniel Della Seta, ha riunito clinici, decisori istituzionali e aziende sanitarie per discutere come rendere realmente operativa la riorganizzazione dell’assistenza territoriale.

 

LA SFIDA DI FAR DIALOGARE I NUOVI SNODI DELLA SANITÀ TERRITORIALE - Il DM77 ha definito la cornice della nuova assistenza territoriale: Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali, infermieri di famiglia e comunità, assistenza domiciliare, telemedicina. Ma il passaggio più complesso riguarda l’attuazione concreta: costruire connessioni reali tra questi strumenti e fare in modo che il paziente anziano fragile non venga preso in carico solo quando arriva in Pronto Soccorso o quando la situazione clinica è già precipitata. Un discorso organico che riguarda anche ospedali e residenzialità.

 

“Il DM77 ha definito una cornice chiara, ma ora siamo nella fase più difficile: costruire le connessioni operative – sottolinea Luca Cipriani, Presidente eletto SIGOT e Direttore UOC Geriatria presso la ASL Roma 1 – Il rischio è avere strutture nuove ma percorsi ancora frammentati. Per l’anziano fragile serve una presa in carico proattiva, continuativa e capace di prevenire il peggioramento prima che arrivi l’acuzie. Un approccio ispirato al Chronic Care Model e ampliato da telemonitoraggio, teleassistenza e strumenti digitali. L’obiettivo è seguire nel tempo i pazienti con patologie cronico-degenerative, intercettare segnali di peggioramento e attivare risposte prima che il bisogno si trasformi in accesso al Pronto Soccorso o ricovero. Parallelamente, bisogna ripensare l’ospedale per un paziente spesso ultraottantenne, fragile, con più patologie e a rischio di perdita di autonomia dopo pochi giorni di allettamento. Servono Pronto Soccorso, reparti e percorsi a misura di anziano fragile e di paziente con demenza. Infine, bisogna ricordare il ruolo fondamentale delle RSA, sebbene necessitino di standard omogenei, requisiti chiari e controlli uniformi”.

 

ASL ROMA 1: LA RIFORMA COME CAMBIO DI PARADIGMA CULTURALE - Nel confronto è stato valorizzato anche il ruolo delle aziende sanitarie nella traduzione concreta dei principi del DM77 in modelli organizzativi. La ASL Roma 1 rappresenta uno dei contesti in cui la riforma territoriale è chiamata a misurarsi con un territorio complesso, con bisogni sociali e sanitari differenziati, una popolazione anziana crescente e la necessità di integrare strutture pubbliche, privato accreditato, medicina generale, specialistica, ospedale e servizi sociali.

“Come ASL Roma 1 e come FIASO siamo in prima linea per tradurre i principi del DM77 e della Missione 6 del PNRR in realtà concrete per i cittadini – sottolinea Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale ASL Roma 1 e Presidente FIASO – Questa riforma non è solo un elenco di standard organizzativi, ma un cambio di paradigma culturale. Le Case della Comunità, la medicina di iniziativa, la telemedicina e il telemonitoraggio sono strumenti per ridisegnare la prossimità e portare le cure più vicino al paziente anziano, integrando medici di medicina generale, specialisti territoriali e ospedali. L’attuazione della riforma richiede però anche un’integrazione più forte tra sociale e sanitario, soprattutto per i pazienti non autosufficienti, fragili o con bisogni complessi. La vera sfida è l’integrazione sociosanitaria: solo unendo sociale e sanitario, LEPS, Ambiti Territoriali e LEA potremo garantire un welfare sostenibile e davvero a misura della non autosufficienza”.

 

L’IMPORTANZA DELLA GERIATRIA – “La geriatria deve essere centrale nella programmazione sanitaria, perché la popolazione che oggi utilizza maggiormente ospedali, pronto soccorso, assistenza domiciliare e servizi territoriali è composta in larga parte da anziani fragili – sottolinea Lorenzo Palleschi, Presidente SIGOT – Il DM77 è una grande opportunità, ma deve essere attuato tenendo conto della complessità reale dei pazienti: non basta costruire nuovi luoghi, bisogna costruire percorsi, responsabilità, connessioni e continuità assistenziale. L’anziano fragile non è solo un paziente cronico, ma una persona con bisogni clinici, funzionali, cognitivi, sociali e familiari che devono essere letti insieme”.

 

LA TAVOLA ROTONDA AL CONGRESSO SIGOT - La tavola rotonda “A che punto siamo con l’attuazione del DM77? Quattro domande della SIGOT alla politica e alle aziende” si è svolta nella giornata inaugurale del 40° Congresso Nazionale SIGOT, in programma a Roma fino al 22 maggio 2026 presso l’Omnia Hotel Shangri-La. La sessione, introdotta dal Presidente eletto Luca Cipriani, ha visto la partecipazione di Maria Paola Corradi, Direttore Generale AO San Giovanni Addolorata, Roma; Stefano De Lillo, Vicepresidente OMCEO Roma; Antonio Fortino, Direttore Dipartimento Area Sanitaria AGENAS; Giuseppe QuintavalleBarbara Rossi, Primo ricercatore del Centro Nazionale della Clinical Governance ed Eccellenza delle cure, ISS; Andrea Urbani, Direttore della Direzione regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, Regione Lazio. A moderare il giornalista scientifico Daniel Della Seta.

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