INCIDENTE AL SAN FILIPPO NERI. LA POSIZIONE DEL DIRETTORE GENERALE DELLA ASL ROMA 1
In merito a quanto accaduto alla signora A. C. di 90 anni presso l’Ospedale San Filippo Neri nella sera del 2 giugno us, e ripreso dagli organi di stampa, si comunica quanto segue.
Gli articoli usciti ancora oggi riportano le dichiarazioni dei familiari della paziente, secondo le quali la donna sarebbe stata lasciata nel più completo abbandono e avrebbe subito gravi danni all’interno dell’ospedale. Al contrario, dopo accurate verifiche interne, possiamo innanzitutto ribadire con certezza che la frattura del femore era già presente al momento dell’accesso al Pronto Soccorso, come riportato dal referto del 118, e non è una conseguenza della caduta avvenuta in ospedale. La signora è stata già operata per la frattura dall’équipe di ortopedia del San Filippo Neri nella mattina di lunedì 5 giugno.
Ma proprio in merito alla dinamica dei fatti avvenuti in Pronto Soccorso la sera del 2, anche attraverso il recupero delle immagini video delle telecamere di sorveglianza, è emersa una realtà ben diversa e nello specifico:
- La signora non era affatto abbandonata ma presa in carico e sotto controllo degli operatori all’interno del Pronto Soccorso, in posizione attigua alla zona triage e alla sala visita.
- È stato consentito da subito alla figlia di restare accanto alla signora mentre era in attesa di effettuare le indagini.
- Nei 30 minuti di attesa la signora ha potuto avere contatti con gli operatori sanitari e consultarsi con loro per ogni richiesta, sino a poco prima della caduta.
- La dinamica della caduta stessa non coincide con quanto lasciato intendere.
Nella conferenza stampa di questa mattina, 6 giugno 2017, il Direttore Generale della ASL Roma 1, Angelo Tanese, ha tenuto a precisare “Dare notizie non corrette o addirittura false fa un doppio danno, da un lato genera nei cittadini allarmismo e perdita di fiducia nei confronti del servizio sanitario pubblico, dall’altro lede l’immagine del nostro ospedale e mortifica tutti gli operatori che ogni giorno con grande professionalità e dedizione garantiscono una risposta qualificata ai bisogni di salute della popolazione. Come Direttore Generale ho sentito il dovere di fare chiarezza e metterò a disposizione della Magistratura le immagini dell’episodio realizzate dalle videocamere di sorveglianza. È interesse di tutti noi avere un servizio sanitario pubblico di qualità, e lavoriamo ogni giorno per migliorarlo e costruire un clima di fiducia reciproca tra istituzioni e cittadini. Questo episodio deve farci riflettere sul fatto che denigrando il nostro servizio sanitario e creando solo una confusa percezione di rischio e di degrado si ostacola, e talvolta si vanifica, il lavoro di migliaia di persone, a danno di un grande patrimonio comune”.
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